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Cosa sono Habitat naturale e comportamento allo stato selvatico
Provenienti dalle foreste pluviali e costiere di Nuova Guinea e Australia del nord-est, est e sud-est, una zona prossima all’equatore dove vi sono pochissime variazioni stagionali e della durata delle ore di luce nel corso dell’anno, i petauri dello zucchero formano gruppi di 7-12 individui. Questi gruppi contengono tipicamente fino a quattro adulti non imparentati, di entrambi i sessi, e di diverse generazioni di discendenti. La loro stagione degli amori è fortemente legata ai periodi di abbondanza di insetti e ciò suggerisce che per potersi riprodurre hanno bisogno di un aumento di proteine nella loro alimentazione. Il maschio dominante si accoppia con tutte, o quasi tutte, le femmine presenti nel gruppo. Il maschio dominante è solitamente il maschio più forte e sano, e ciò assicura che i geni migliori vengano tramandati alla prole. Se la temperatura si abbassa troppo o se il cibo è scarso i petauri dello zucchero entrano in letargo per un breve periodo. Il riconoscimento tra gli individui del gruppo avviene grazie all’odore emesso da ghiandole odorose presenti sulla pelle; i membri che non appartengono al gruppo vengono allontanati dal territorio. Tipicamente una colonia di petauri dello zucchero occupa un territorio di circa 2,5 acri.
I petauri dello zucchero passano il giorno dormendo insieme in piccoli gruppi, in tane ricavate da cavità degli alberi, foderate di foglie. Col calare della notte i petauri escono alla ricerca di cibo, percorrendo anche notevoli distanze. La linfa di acacia e quella di eucalipto costituiscono il loro alimento preferito, soprattutto nella stagione autunnale e invernale, mentre in primavera e in estate si cibano di insetti. Parte della dieta dei petauri dello zucchero è costituita da uova di uccelli e piccoli vertebrati, tra cui lucertole ed uccellini. Si cibano anche di nettare, polline, manna (ossia la linfa indurita emessa dagli alberi a causa della puntura di insetti), e della sostanza zuccherina prodotta dagli insetti che succhiano la linfa.
 
Petauro dello zucchero (Petaurus Breviceps)
 
I petauri dello zucchero si muovono di notte attraverso le cime degli alberi saltando acrobaticamente da un ramo all'altro. Se la distanza tra un albero e l’altro è notevole, il petauro spicca un balzo in aria e dispiega la tipica membrana, chiamata patagio, che utilizza come vela per planare fino alla base dell’albero che vuole raggiungere. La coda è utilizzata come un timone per controllare la direzione di volo e in questo modo i petauri riescono a planare anche per 45 metri. I petauri dello zucchero tipicamente planano dalla cima di un albero alla base di un altro. Alla fine del volo planato, poco prima di atterrare, il petauro effettua un rapido movimento del patagio in modo da rallentare la sua discesa e ridurre l'impatto. Tuttavia, osservando questa manovra al rallentatore, si è notato che l’atterraggio è tutt’altro che morbido e aggraziato come invece sembrerebbe guardando ad occhio nudo. Le unghie forti e d affilate del petauro gli permettono di rimanere aggrappato alla corteccia degli alberi sui quali atterra, senza rimbalzare e cadere nel sottobosco. In ogni caso, viene da chiedersi come un cucciolo all’interno del marsupio materno possa sopravvivere a questo genere di urti e impatti!


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