Il petauro dello zucchero è un marsupiale. I marsupiali si differenziano dagli altri mammiferi, chiamati Placentati, in quanto si sviluppano all'interno del corpo della madre senza che sia presente la placenta. La nascita avviene dopo una brevissima gestazione e il neonato, simile ad un feto, è molto immaturo. Il suo sviluppo è sostenuto esclusivamente dall'allattamento.

Classificazione scientifica:
Regno: Animalia
Phylum: Chordata
Classe: Mammalia
Sottoclasse: Marsupialia
Ordine: Diprotodontia
Sottordine: Phalangeriformes
Superfamiglia: Petauroidea
Famiglia: Petauridae
Genere: Petaurus
Specie: P. breviceps

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Info

Provenienti dalle foreste pluviali e costiere di Nuova Guinea e Australia del nord-est, est e sud-est, una zona prossima all’equatore dove vi sono pochissime variazioni stagionali e della durata delle ore di luce nel corso dell’anno, i petauri dello zucchero formano gruppi di 7-12 individui, in cui maschi e femmine convivono pacificamente e tutte le femmine si riproducono, ma in cui in genere solo un maschio (quello dominante) si accoppia.
Il riconoscimento tra gli individui del gruppo avviene grazie all’odore emesso da ghiandole odorose presenti sulla pelle; i membri che non appartengono al gruppo vengono allontanati dal territorio. Tipicamente una colonia di petauri dello zucchero occupa un territorio di circa 2,5 acri.
I petauri dello zucchero passano il giorno dormendo insieme in piccoli gruppi, in tane ricavate da cavità degli alberi, foderate di foglie. Col calare della notte i petauri escono alla ricerca di cibo, percorrendo anche notevoli distanze. La linfa di acacia e quella di eucalipto costituiscono il loro alimento preferito, soprattutto nella stagione autunnale e invernale, mentre in primavera e in estate si cibano di insetti. Parte della dieta dei petauri dello zucchero è costituita da uova di uccelli e piccoli vertebrati, tra cui lucertole ed uccellini. Si cibano anche di nettare, polline, manna (ossia la linfa indurita emessa dagli alberi a causa della puntura di insetti), e della sostanza zuccherina prodotta dagli insetti che succhiano la linfa.
I petauri dello zucchero si spostano da un ramo all'altro saltando e in caso di distanze maggiori sono in grado di planare da un ramo all’altro utilizzando il patagio: in questo modo arrivano a planare anche per 45 metri.
In natura la stagione riproduttiva del petauro dello zucchero coincide con il periodo di maggiore presenza di insetti, grazie alla maggior disponibilità di proteine che questi forniscono.
Se la temperatura si abbassa troppo o se il cibo è scarso i petauri dello zucchero entrano in letargo per un breve periodo.


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In natura un petauro dello zucchero vive mediamente 5-7 anni, mentre in cattività può facilmente arrivare a vivere 12-15 anni. Il petauro adulto misura circa 13-15 cm, e possiede una una coda altrettanto lunga, che utilizza, soprattutto durante il volo planato, per bilanciarsi. I maschi di petauro raggiungono mediamente i 140 grammi di peso, mentre le femmine 115.
Paragonata a quella dei mammiferi, la loro temperatura corporea è piuttosto bassa assestandosi a 35°C. Questo marsupiale è ricoperto da una morbida pelliccia grigia, con una caratteristica striscia nera che parte dalla testa e corre lungo tutta la schiena. Il ventre invece è chiaro. I petauri dello zucchero di cattura che spesso si trovano in Italia nei negozi di animali hanno il pelo marroncino: ciò è dovuto alla linfa di eucalipto che imbratta la pelliccia. Le orecchie del petauro sono grandi e senza peli, e vengono mosse indipendentemente l'una dall'altra. Come per molti animali notturni, gli occhi sono molto grandi e scuri. Le zampe posteriori e anteriori del petauro presentano cinque dita dotate di unghie (tranne che per il quinto dito dell’arto posteriore, che è opponibile e non ha unghia). Una particolarità si può scorgere nell’arto posteriore: il secondo e terzo dito infatti sono parzialmente fusi, e sono libere solo le estremità e le unghie. Il risultato è una sorta di piccolo pettine utilizzato dal petauro per mantenere in ordine la morbida pelliccia. Dal polso alla caviglia, da ciascun lato, si estende una plica di pelle detta "patagio", strumento indispensabile per il petauro per effettuare il suo tipico volo planato.
I petauri non sono dotati si una struttura identificabile come ano, tipica dei mammiferi, bensì essi dispongono di una cloaca, tipica degli uccelli e dei rettili, ossia un’apertura comune per l’apparato digerente, urinario e riproduttivo. Al contrario nei mammiferi l’apertura anale è distinta da quella urogenitale. Il pene del petauro è biforcato e viene estroflesso dall’apertura cloacale. Pur essendo per gran parte del tempo silenziosi, i petauri dello zucchero sono in grado di comunicare tra di loro ricorrendo ad una varietà di suoni: i suoni tipici sono un cinguettio e un latrato soffocato.

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I petauri dello zucchero sono onnivori. In natura la loro dieta si basa soprattutto su sostanze zuccherine quali la linfa di acacia ed eucalipto, e insetti che sono ricchi di proteine. In cattività non è possibile replicare con esattezza la loro dieta naturale della foresta pluviale australiana, dunque si devono ricercare dei sostituiti: principalmente frutta fresca dolce e verdure (che tuttavia in natura sono alimenti marginali), con una integrazione di proteine che devono rappresentare circa un quarto della dieta. Le varie fonti bibliografiche riportano molte variazioni su questa composizione di base, ed è difficile indicare quale sia la dieta migliore.
Una dieta corretta è di importanza fondamentale per la salute del tuo petauro, dal momento che la maggior parte delle patologie riscontrate in cattività sono causate proprio da un’alimentazione errata. I vegetali rappresentano il grosso della razione alimentare ideale, e vanno serviti freschi ogni sera. È importante variare: ogni giorno dovrebbero essere presenti almeno quattro o cinque tipi diversi. I petauri dello zucchero generalmente preferiscono la frutta dolce e matura; possiamo somministrare ai petauri tutti i vegetali adatti all’alimentazione umana, anche se poi i gusti individuali possono essere anche molto differenti; da evitare con cura le parti verdi e le foglie di patate e pomodori, che sono tossici. I petauri gradiscono solitamente come frutta: fichi, mele, pere, banane, uva, papaia, mango, meloni, arance, kiwi, prugne. Come verdure possiamo dare loro piselli dolci, patate americane, carote, mais dolce. Frutta e verdura vanno servite tagliate in grossi pezzi.
Se il petauro tende a selezionare solo determinati bocconi, puoi frullare tutti gli alimenti riducendoli in purea. Lava accuratamente frutta e verdura per eliminare ogni traccia di pesticidi; se possibile utilizza prodotti che derivano da coltivazioni biologiche. Al mattino è opportuno eliminare gli alimenti che non sono stati consumati la notte precedente, prima che vadano a male. Come proteine puoi somministrare carne, uova, tofu ed invertebrati. La carne deve essere magra, cotta, senza alcun condimento e va fornita tagliata in pezzettini minuscoli: la carne di pollo è preferibile alla carne rossa. Da evitare gli insaccati e qualsiasi forma di carne salata o speziata. Utilizza solo pezzetti senza pelle, ritagli di grasso od ossa (le ossa infatti sono molto pericolose perché le loro schegge possono causare lesioni all’apparato digerente e alla bocca). Le uova devono essere somministrate bollite e sminuzzate. Il tofu quale fonte proteica è superiore a carne e uova, in quanto contiene una quantità di calcio molto maggiore. Non sempre i petauri lo accettano, e per ovviare si può spezzettare e mischiare alla frutta, o a miele o yogurt. I petauri gradiscono molto gli invertebrati quali grilli, cavallette, lombrichi, camole del miele, tarme della farina, farfalle. Questi invertebrati possono essere acquistati nei negozi specializzati che vendono rettili o in quelli di caccia e pesca. Mai fornire ai petauri gli insetti catturati all’aperto (o in casa) in quanto potrebbero essere contaminati da pesticidi, e rappresentare quindi un pericolo.
Grilli, cavallette e lombrichi sono superiori dal punto di vista del contenuto in calcio; le tarme della farina, e soprattutto le camole del miele, sono invece decisamente povere di calcio e troppo ricche di grassi, e quindi vanno somministrate solo saltuariamente ed in quantità moderata. Prima di essere somministrati ai petauri, gli invertebrati devono essere alimentati per un paio di giorni con un alimento molto ricco di vitamine e di calcio, oppure spolverati con l’integratore. I petauri gradiscono anche roditori morti, dai topini neonati (i cosiddetti "pinkie") ad animali più grandi: li troverai nei negozi di rettili, e vanno acquistati se possibile surgelati. Si è notato che i petauri in cattività, se ne hanno la possibilità, cacciano e uccidono i topi, di cui poi si cibano. In taluni zoo, una volta alla settimana, viene dato in pasto ai petauri un pulcino morto. Per quanto ciò possa sembrare ripugnante, topi e pulcini costituiscono in effetti un’ottima fonte di calcio a causa delle ossa del loro scheletro. Lo yogurt e i fiocchi di latte costituiscono una buona fonte di calcio e proteine, ma si consiglia di evitare il latte e tutti i formaggi grassi e speziati. Alcuni autori consigliano di somministrare ai petauri il pellet per pappagalli (da non confondere con le miscele di semi e frutta secca), oppure diete per animali insettivori, che però non sono così facili da reperire sul mercato italiano. Se capita si può offrire dell’omogeneizzato di frutta o dei prodotti per l’infanzia a base di farine di cereali, del pastoncino per canarini o del miele.
Avrai modo di notare che i petauri hanno una netta preferenza per alcuni tipi di alimenti (quali frutta secca, semi e insetti) che, avendone la possibilità, consumano a discapito di altri. È quindi molto importante sia evitare di dare alimenti inadatti (frutta secca e semi), sia fornire quotidianamente una dieta bilanciata, somministrando solo in quantità moderata gli alimenti preferiti, in modo che nell’arco della notte il petauro per sfamarsi consumi tutto il cibo lasciato a disposizione. La dieta ideale non deve essere troppo grassa, e soprattutto deve fornire al petauro un adeguato rapporto calcio-fosforo, che è di 2:1. La razione quotidiana deve dunque contenere calcio in quantità doppia rispetto al fosforo. È un risultato non facile da ottenere con i petauri, in quanto frutta, uova, carne e larve di insetto sono, in generale, povere di calcio e ricche di fosforo. Per ovviare a questo problema si ricorrere all’utilizzo di un buon integratore di calcio. Gli integratori che si trovano comunemente in commercio sono inutili poiché contengo calcio e fosforo in rapporto di 2:1, e quindi non servono a bilanciare una dieta povera di calcio e ricca di fosforo. Bisogna ricorrere a fonti di calcio senza fosforo quali osso di seppia, carbonato di calcio (in vendita in farmacia), o il prodotto commerciale "Calcium with Vit. D3" prodotto dalla ditta Rep-Cal. Il dosaggio approssimativo di calcio è di mezzo cucchiaio da tavola per mezzo chilo di alimento.
È evidente che la quantità di alimento che prepareremo fresco ogni sera è molto inferiore, quindi la quantità di calcio da somministrare sarà proporzionalmente ridotta. Empiricamente si può utilizzare un pizzico di calcio da spolverizzare sulla razione quotidiana. Se la dieta è varia e bilanciata, di norma non è necessario aggiungere vitamine. Si può fornire un’integrazione vitaminica ai soggetti gravidi e in allattamento, a quelli anziani e a quelli malati. Chiedi in tal caso consiglio ad un veterinario sul prodotto più indicato, e attieniti strettamente alle dosi consigliate: anche un eccesso di vitamine è dannoso. Nel caso tu disponga di una voliera contenente più soggetti, è una buona idea distribuire il cibo in più punti, per evitare dispute.

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Mai somministrare zucchero, dolcificanti, cioccolata, frutta candita, frutta disidratata (i cui conservanti oltretutto sono pericolosi per i petauri). Ricordati che le miscele di semi e di frutta secca (noci, arachidi, nocciole, ecc.) non sono assolutamente adatte all'alimentazione dei petauri: contengono troppi grassi e troppo poco calcio, e con il tempo causano obesità e gravi problemi allo scheletro. Puoi somministrare questi alimenti come bocconcini occasionali. Da evitare però la frutta secca salata e tostata.
Non somministrare frutta sciroppata in barattolo se è zuccherata, e non abusare di quella non zuccherata perché dal punto di vista nutritivo è nettamente inferiore a quella fresca. Le crocchette per cani e gatti che si trovano in commercio sono troppo ricche di grassi, vitamina A e D, e somministrate in quantità eccessiva possono danneggiare la salute del petauro. Sporadicamente si può tuttavia offrire una crocchetta del tipo "light" (magro) delle marche di qualità superiore.

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I petauri dello zucchero sono animali abituati in natura ad arrampicarsi e a lanciarsi tra i rami degli alberi: per questo motivo una vita sacrificata all'interno di una gabbia per criceti per loro non è minimamente adatta. Se non si è in grado di fornire loro una sistemazione adatta è preferibile non acquistare un petauro dello zucchero, quanto piuttosto rivolgere la propria scelta verso un animale meno impegnativo come una cavia o un criceto. La gabbia dei petauri deve essere quanto più spaziosa è possibile, spazio e disponibilità economica permettendo.
Deve svilupparsi soprattutto in altezza, in modo da consentire di alloggiare all'interno dei rami sui quali i petauri si arrampicheranno. Un coppia di petauri deve disporre almeno di una gabbia che misuri 50*50 di base e 80 centimetri di altezza. Se i petauri sono più numerosi sarà necessaria una gabbia di dimensioni maggiori. Le dimensioni minime ideali, tali da consentire di distribuire i rami in modo da consentire il volo planato, sono di due metri di larghezza per un metro e ottanta centimetri di altezza. In commercio non esistono gabbie studiate per i petauri dello zucchero, quindi si può ripiegare su una voliera o una grossa gabbia per uccellini, oppure si può ricorrere ad una gabbia costruita in casa (vedi la foto che segue). Per costruire le pareti della gabbia si può utilizzare una rete metallica che si trova tipicamente dal ferramenta, con un intreccio di 10mm. La parete del fondo e le due pareti laterali possono essere fatte di legno compensato, magari rivestito di vernice lavabile non tossica. La base della gabbia deve essere facilmente staccabile per consentire una comoda pulizia. Come lettiera si possono utilizzare fogli di carta o di giornale o segatura. Si consiglia inoltre di inserire dei ripiani qui e là all'interno della gabbia in modo da aumentare la superficie utile e collocare rifugi e recipienti per acqua e cibo. La gabbia dei petauri deve essere collocata in una zona tranquilla, possibilmente dove non ci sia costante passaggio di persone, rumore (televisione, radio, lavatrice) o altre cose che possano disturbare il loro sonno.
Opta per una zona luminosa, che non sia però esposta direttamente alla luce diretta del sole, che può surriscaldare l’interno della gabbia e causare grave disagio ai petauri. La temperatura ideale dell’ambiente in cui alloggiare i petauri deve essere compresa tra 18 e 25°C. I petauri dello zucchero mal sopportano le basse temperature. Dentro alla gabbia si possono collocare diversi rifugi per i petauri: vanno bene le casette per criceti, i nidi chiusi in vimini e le casette per uccellini, scatole di plastica con un foro, e simili. L’ingresso deve misurare almeno 4 cm di diametro. Se le femmine di petauro stanno allevando dei piccoli è opportuno che l’apertura sia in alto o che comunque abbia il bordo rialzato, in modo da evitare che i piccoli possano cadere all’esterno. Dentro al nido si può collocare della stoffa (occorre rivolgere particolare attenzione ai fili sporgenti dai pezzi di stoffa che possono arrotolarsi intorno alle zampe e bloccarne la circolazione se non addirittura portare a più gravi conseguenze) o dei fazzolettini di carta. I rifugi vanno collocati nella parta alta della gabbia, per dare al petauro un maggior senso di sicurezza. Anche i recipienti dell’acqua e del cibo devono essere posti nella parte alta della gabbia, e mai collocati sotto i rami, per evitare che si sporchino con le deiezioni che cadono dall’alto. Vanno bene i contenitori di ceramica (troppo pesanti per essere rovesciati) o le mangiatoie da fissare alle pareti. Per l’acqua si consiglia di utilizzare i beverini a goccia, che permettono di mantenere l’acqua sempre pulita. Fino al momento in cui non sei sicuro che tutti i petauri siano in grado di localizzare e utilizzare il beverino a goccia, inserisci dentro alla gabbia anche una ciotolina d’acqua. Per ricreare un ambiente il più possibile simile al loro habitat naturale è molto importante posizionare dei rami all'interno della gabbia. Questi vanno fissati bene in modo che non feriscano il petauro cadendo. Quando sono sporchi vanno cambiati con rami freschi (i rami si sporcano piuttosto velocemente). 
Mai utilizzare piante resinose (tutte le conifere, come il pino e l'abete) o tossiche (come l'oleandro e l'alloro). Lascia pure le foglie attaccate ai rami in quanto forniranno nuovi stimoli ai vostri petauri. Le seguenti piante possono essere lasciate a disposizione, come rami e fiori, per essere consumate come alimenti: Eucalyptus, Banksia, Leptospermum, Grevillea, Acacia, Melaleuca, Callistemum, Hakea. Oltre ai rami si possono inserire nella gabbia anche tubi di cartone o in pvc, corde, scalette. I petauri adorano le ruote, proprio come i criceti: sono però assolutamente da evitare quelle con le sbarre aperte in quanto possono causare ferite agli arti, soprattutto quando un petauro cerca di salire su una ruota in movimento utilizzata da un altro petauro. Per questo motivo le ruote più adatte sono quelle con il pavimento piano e di dimensioni proporzionate al petauro. In particolare consiglio di acquistare la 'Wodent wheel' da 27cm di diametro su questo sito (http://www.zooplus.it/home/partner/zap48477) nella sezione Roditori > Accessori per gabbie per roditori > Ruote. Le ruote Wodent Wheel sono state create in modo tale da essere assolutamente sicure per i petauri: non presentano "transetti" trasversali fissi e la parte posteriore è chiusa, tutti fattori che minimizzano il rischio di incidenti. Le aperture consentono ai petauri di entrare ed uscire liberamente. La ruota è leggera e si arresta non appena i petauri si fermano. L'ampio diametro permette di muoversi comodamente senza dover inarcare troppo la spina dorsale. Inoltre, hanno il vantaggio di essere in plastica atossica, non si scheggiano, non comportano rischi nemmeno se vengono rosicchiate o ingerite alcune parti. Sono facili da smontare e da pulire e soprattutto non producono rumori fastidiosi. La superficie interna é leggermente zigrinata e consente una presa migliore durante la corsa senza gravare troppo sulle zampine.
Se la ruota è in metallo con le sbarre aperte, puoi foderarla con del nastro adesivo: dopo aver applicato il nastro, spargi della segatura per roditori nella parte interna dove è presente la colla del nastro adesivo. Periodicamente è necessario effettuare una pulizia approfondita della gabbia dei petauri: fondo e pareti vanno puliti con acqua calda e sapone. Risciacqua in maniera abbondante per eliminare ogni traccia di sapone. Non tenere altri animali dentro la gabbia insieme ai petauri: gli uccellini soprattutto verrebbero divorati.

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Se vuoi introdurre un nuovo petauro in una colonia già stabilita, oppure trovare un nuovo compagno ad un petauro che ha perso il partner, occorre agire con una certa prudenza per evitare lotte e ferimenti.
Per prima cosa il nuovo soggetto non va messo subito insieme agli altri, ma deve subire un periodo di quarantena di almeno tre settimane, per controllare il suo stato di salute. In questo modo si eviterà che il nuovo soggetto possa trasmettere agli altri petauri qualche agente infettivo. Se al termine del periodo di quarantena il nuovo petauro non avrà mostrato alcun sintomo di malattia lo si potrà collocare nella voliera o nella gabbia dei vecchi soggetti. Questa operazione va fatta di giorno, mentre tutti dormono. Solitamente si osserverà un po’ di trambusto e di strilli, ma poi il nuovo arrivato verrà accettato e andrà a dormire con il resto della colonia.
Se invece l'ultimo arrivato viene rifiutato (lo si osserverà dormire da solo in qualche punto della gabbia) o se le lotte sono particolarmente violente, va rimosso e collocato di nuovo in gabbia da solo. La sua gabbia va posta accanto a quella degli altri animali, e ogni giorno si deve scambiare la casetta nido tra le due gabbie, in modo da effettuare uno scambio reciproco dell’odore dei petauri. Dopo una settimana si reintroduce il nuovo petauro, e si osserva la situazione. Se ancora non viene accettato si ripete l’operazione finché l’animale non viene accolto dal resto della colonia. Prima di introdurre un piccolo di petauro con degli adulti devi aspettare che abbia raggiunto una certa taglia, in modo che non cerchi di arrampicarsi sugli altri animali, che infastiditi potrebbero attaccarlo.

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Ogni giorno si dovrebbe permettere al proprio petauro dello zucchero di fare un po’ di esercizio fuori della gabbia (a meno che non sia alloggiato in una voliera particolarmente ampia). Questo deve avvenire di sera o di notte, tenendo le luci basse, e sempre sotto costante supervisione, per impedire che l’animale vada incontro a qualche pericolo.
Se non sei sempre al corrente della posizione del tuo petauro dello zucchero, potresti facilmente pestarlo o schiacciarlo (soprattutto in penombra!). Alcuni dei pericoli da cui devono essere tenuti alla larga sono fuochi, acqua in ebollizione, ferri da stiro caldi, recipienti pieni d’acqua, piante tossiche, finestre aperte e ogni piccola via di fuga potenziale. Tieni presente che i petauri dello zucchero sporcano dove capita, e quindi possono rovinare il mobilio e l’arredamento. I petauri amano arrampicarsi in alto, ad esempio sulle tende, per lanciarsi poi in voli planati. Spesso i petauri tornano spontaneamente nella loro gabbia quando sono stanchi. Puoi svegliare e far uscire dalla gabbia il petauro anche di giorno, ma per periodi brevi, non più di un’ora, perché poi ha bisogno di dormire. Non portare all’aperto il petauro, a meno che non abbia con te un forte legame, per il rischio che scappi e si perda, e comunque non farlo mai in piena luce, cosa che gli darebbe molto fastidio. Tieni presente che in caso di fuga è piuttosto improbabile riuscire a recuperarlo e l'animale è destinato ad una morte certa.

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I petauri dello zucchero non richiedono vaccinazioni, tuttavia è bene far fare periodicamente una visita di controllo, in particolare subito dopo l’acquisto. Un esame delle feci permette di verificare la presenza di eventuali parassiti intestinali. I petauri si tengono puliti da soli, e non è necessario lavarli. Se ce n’è bisogno, si possono accorciare le unghie, tagliando la puntina, per evitare che feriscano la pelle quando si arrampicano sul proprietario.

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La riproduzione in cattività è piuttosto facile. La maturità sessuale viene raggiunta a 10-14 mesi dai maschi e a 8-12 mesi dalle femmine. In cattività i petauri si possono riprodurre tutto l’anno, per la maggiore disponibilità di cibo proteico.
Il ciclo estrale delle femmine dura 29 giorni, dunque si possono accoppiare ogni 29 giorni. In numero di nati per parto è di media di due, e la femmina può avere due-tre gravidanze all’anno. La gravidanza dura soli 16 giorni, e il piccolo alla nascita è in sostanza un feto: pesa 0,19 grammi e misura appena 5 millimetri di lunghezza. Appena nato la minuscola creatura si trascina nel marsupio della madre, dove proseguirà il suo sviluppo. Il viaggio verso il marsupio deve avvenire con le sue sole forze, senza alcun aiuto da parte della madre. Se il piccolo cadesse, non verrebbe recuperato e sarebbe destinato a morire. All'interno del marsupio il piccolo si attacca ad uno dei capezzoli presenti ed inizia a succhiare il latte. Con l'avanzare del suo sviluppo, il marsupio si distende progressivamente, fino al punto di non riuscire più a contenere il piccolo petauro del quale infine si vedranno scorgere la coda e le zampe. Non cercare mai di guardare all'interno del marsupio per vedere il piccolo e assolutamente non cercare mai di tirarlo fuori.
Dopo 70 giorni di permanenza all'interno del marsupio materno il piccolo petauro non riesce più a starci dentro ed è costretto a fare la sua prima uscita; raggiunto questo stadio è completamente ricoperto di pelliccia, anche se più corta di quella dei genitori. Gli occhi sono chiusi, e si apriranno solo 7-10 giorni più tardi. Il piccolo si nutre continuando a succhiare il latte materno introducendo la testa nel marsupio e rimane attaccato alla pancia o alla schiena dei genitori. Avrai modo di notare che anche il padre si prende amorevolmente cura del giovane petauro. Lo svezzamento avviene circa a quattro mesi dalla nascita e raggiunti i cinque mesi i giovani petauri sono del tutto indipendenti, ormai in grado di procurarsi il cibo da soli. Appena i piccoli aprono gli occhi è importante iniziare a prenderli in mano e coccolarli, perché possano abituarsi al contatto umano e diventino così docili ed affettuosi. Se avete intenzione di cedere i piccoli ad un nuovo proprietario, il momento ideale è a 4-6 settimane dall’apertura degli occhi: i piccoli sono ormai svezzati ma sono ancora abbastanza giovani da formare un forte legame affettivo con il nuovo padrone.

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Nei maschi lo scroto si trova nella parte inferiore dell'addome, prima dell'apertura della cloaca. Nei soggetti giovani lo scroto è senza peli, mentre negli adulti è interamente ricoperto di pelliccia, con dimensioni pari a quelle di un pisello.
Le femmine, invece, intorno all'ombelico, hanno un'apertura longitudinale, il marsupio, che è assente nel maschio. Da adulti, la distinzione tra i sessi è facile grazie al fatto che il petauro maschio è caratterizzato da una zona senza peli, a forma di diamante, che si trova sulla nuca, che appare dopo 7 mesi di età. Questa è una ghiandola odorosa, utilizzata per marcare il loro territorio e anche la femmina. Il petauro maschio ha anche una ghiandola odorosa sul petto, e sia maschi e femmine hanno ghiandole odorose nella regione perianale (le sacche anali), utilizzate anche per marcare il territorio. Le sacche anali del sesso femminile sono ben sviluppate e possono essere facilmente scambiate per testicoli, per la posizione alla base della coda, portando ad una errata identificazione del sesso.

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Se il petauro è stato maneggiato fin da piccolo non ti darà grossi problemi. Subito dopo l’acquisto deve essere lasciato tranquillo per una giornata intera, dopo di che puoi iniziare a prenderlo in mano perché si abitui a te e al tuo odore. All’inizio prendilo di giorno, mentre è nel suo rifugio che dorme, in modo che sia insonnolito e di riflessi più lenti. Afferralo con una mano intorno al corpo e poi tienilo tra le mani a coppa. 
Se il petauro si afferra con le unghie contro qualche oggetto perché non vuole essere sollevato non tirarlo, ma libera delicatamente le unghie con un dito. Non tirarlo mai con la coda, perché potresti danneggiarla. Quando fai uscire dalla gabbia i petauri assicurati di chiudere fuori dalla stanza cani, gatti e furetti, e soprattutto di chiudere le finestre! I petauri sono abituati ad afferrarsi agli oggetti con le unghie, pertanto possono risultare piuttosto fastidiosi per la pelle del proprietario, che si ricopre di graffi. L’unico modo per ovviare a questo problema consiste nell’accorciare periodicamente le punte con un piccolo tronchese da unghie, tagliando via la puntina. Non accorciarle troppo, altrimenti possono sanguinare.

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Se sei interessato all'acquisto di un petauro dello zucchero, cucciolo o adulto, puoi richiedere informazioni via email a questo indirizzo: This e-mail address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.
Se si vuole tenere un solo esemplare di petauro dello zucchero la scelta del sesso non ha importanza. Il carattere dei petauri si differenzia più su base individuale che di genere. Si possono prendere in considerazione alcuni fattori: il maschio è caratterizzato da un odore dolciastro più marcato rispetto alla femmina dovuto alle sue ghiandole odorose. Alcune persone ritengono che sia gradevole.
Ciò che invece ha importanza è l'età del soggetto che si intende acquistare: è molto più facile legare con un giovane petauro che con un adulto. Il giovane esemplare però deve essere del tutto svezzato e in grado di cibarsi da solo. Per capire se il petauro è ancora troppo giovane basta controllare la coda che deve essere vaporosa come quella degli adulti. Se tale pelliccia è corta significa che l’animale è uscito dal marsupio materna da meno di tre settimane e quindi non è adeguatamente svezzato. L’età ideale per l’acquisto di un petauro dello zucchero è di 12-13 settimane di vita, ossia quando il piccolo ha aperto gli occhi da circa un mese ed è uscito dal marsupio da 4-5 settimane. Un petauro sano deve essere vivace, attivo e curioso. Gli occhi devono essere aperti e puliti, senza scoli e croste. La pelliccia deve essere morbida e pulita, senza aree spelacchiate o crostose; la zona sotto la coda deve essere pulita e non deve presentare tracce di feci. Per verificare che il petauro dello zucchero che intendi comprare sia docile, puoi chiedere al venditore di prenderlo in mano. L’animale dovrà dimostrarsi docile e curioso, anche se il tuo odore non familiare potrà metterlo a disagio.
Se cerca di fuggire e di lanciarsi, significa che sei di fronte ad un soggetto poco addomesticato, che potrebbe non accetterà mai il contatto con le tue mani. I petauri sono animali sociali, che hanno bisogno di compagnia: se non sei in grado di dedicargli molto tempo e molte attenzioni (e ricorda che è un animale notturno!), è preferibile acquistare almeno due soggetti. In questo modo si faranno compagnia reciprocamente. Se non vuoi che si riproducano, puoi prendere due petauri maschi o due femmine, che andranno comunque d’accordo senza difficoltà, oppure fai sterilizzare il maschio. In ogni caso si raccomanda di tenere i petauri almeno in coppia per evitare che soffrano la solitudine. Non acquistare petauri dello zucchero di cattura: sono selvatici, capita spesso che abbiano problemi di salute o di adattamento alla cattività, e non è possibile determinare quanti anni possano avere. Inoltre il commercio degli animali di cattura andrebbe sempre scoraggiato, anche per motivi etici. Effettuato l’acquisto, il piccolo petauro va sistemato in un contenitore a prova di fuga fino al momento di arrivare a casa, evitando di aprirlo durante il tragitto per non avere brutte sorprese (fughe in macchina o per strada). Giunti a casa, lascia il petauro libero dentro la sua nuova gabbia, e per almeno un giorno evita di disturbarlo.

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Da qualche tempo, soprattutto all'estero negli Stati Uniti, sono disponibili sul mercato petauri dello zucchero che presentano variazioni di colore rispetto al colore standard. Le differenti colorazioni ottenute dagli allevatori negli Stati Uniti si suddividono in: 'black beauty', 'buttercream', 'calico', 'champagne', 'chocolate apricot', 'leucistic', 'lion', 'mosaic', 'platinum', 'ring tail', 'white face blonde' e 'white tip'. Il prezzo per gli esemplari con le colorazioni più particolari supera spesso i 2.500$.

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