INFORMAZIONI GENERALI
Il genere Jaculus comprende due sotto-generi e un totale di cinque specie. Il testo che segue si concentrerà sul Jaculus Jaculus e sul Jaculus Orientalis, rispettivamente il Piccolo e il Grande Gerboa, ossia le uniche due specie che capita di trovare in commercio nei negozi specializzati. In natura lo Jaculus jaculus occupa l'intero nord Africa: la Mauritania, il Marocco e l'Egitto. Lo Jaculus Orientalis invece copre la zona che va dal Marocco fino ad Israele. Entrambe le specie costruiscono tunnel simili che misurano 3-4 metri di lunghezza ad una profondità di 1-2 metri. Tali tunnel includono delle stanze per dormire e delle uscite di sicurezza per la fuga. I tunnel del Jaculus jaculus hanno forma spiroidale in senso antiorario. I tunnel del Jaculus Orientalis includono anche una stanza per il deposito del cibo. Per il nido utilizzano pagliuzze e peli di cammello. Questi tunnel offrono un rifugio confortevole per tutte le stagioni e le entrate vengono coperte sia di giorno che di notte. Lo Jaculus jaculus è la specie più piccola tra quelle appartenenti al genere, con un peso che si aggira intorno ai 55 grammi.
Il più grande invece è lo Jaculus Orientalis con un peso di circa 130 grammi, una lunghezza del corpo di 148mm circa, una coda che misura circa 220mm e le zampe posteriori che misurano circa 75mm. Entrambe le specie hanno una aspettativa di vita di 5-6 anni. Le zampe anteriori di entrambe le specie misurano un quarto della lunghezza delle zampe posteriori. Al fondo della coda si trova un ciuffo di peli bianchi e neri, la cui estremità è totalmente bianca. Si pensa che ciò possa servire da distrazione per i predatori nel caso di inseguimento o nel caso in cui il Gerboa in qualche modo sia messo alle strette. Le zampe posteriori di entrambe le specie hanno tre dita con un cuscinetto e un ciuffetto di peli; questi peli fungono un po' come degli scarponi sulla neve, ossia, offrendo una superficie d'appoggio più larga, permettono all'animale di avere una migliore presa sul suolo. Al tempo stesso i peli proteggono i cuscinetti del piede dalla sabbia rovente del deserto. Lo Jaculus jaculus è in grado di effettuare dei balzi di un metro di altezza e addirittura tre in lunghezza, potendo inoltre cambiare direzione dopo ogni rimbalzo. Sono in grado di correre sulle due zampe e di cambiare repentinamente direzione compiendo anche virate ad angolo retto. La coda in questi casi serve per bilanciarsi e viene usata da timone. Le code di questi animali sono degli strumenti veramente versatili: non solo vengono utilizzati come bilanciamento nella corsa e nel salto, ma servono anche a regolare la temperatura. I piccoli vasi sanguini contenuti nella coda vengono contratti o espansi per ritenere o dissipare il calore. Per evitare che la sabbia vada a finire in posti indesiderati mentre scavano o si muovono, gli Jaculus hanno una sorta di piccola membrana di pelle che serve a proteggere le narici, dei peli che proteggono le orecchie e delle lunghe ciglia a protezione degli occhi. La struttura ossea dei loro piedi si è evoluta in modo da permettergli di correre ad alta velocità, utilizzando i due piedi. I grandi occhi sono in grado di catturare la scarsa luce notturna necessaria per compiere le loro attività anche di notte. Nei periodi estivi più caldi gli Jaculus estivano, ossia entrano in quel particolare stato fisico paragonabile ad una ibernazione ridotta. Riducendo il loro metabolismo sono in grado di vivere per un lungo periodo consumando pochissime energie. L'estivazione gli consente dunque di sopravvivere nel deserto nei periodi più difficili dell'anno. Sorprendente è la loro capacità in natura di vivere senza avere accesso a fonti di acqua: il loro metabolismo è in grado di trattenere liquidi a sufficienza dall'alimentazione. I reni producono una urina molto concentrata. I Gerboa hanno tre differenti tipologie di locomozione: quando passeggiano si muovono su tutte e quattro le zampe; quando percorrono distanze medie o stanno cacciando si spostano utilizzando solo le zampe posteriori; quando hanno bisogno di muoversi molto velocemente effettuano dei balzi utilizzando contemporaneamente le zampe posteriori. Si ritiene che lo Jaculus Jaculus sia la specie maggiormente evoluta tra tutti i Gerboa.
COMPORTAMENTO
Lo Jaculus Jaculus è un animale solitario in natura, mentre in cattività sembra preferire la vita in coppia: può capitare però qualche scontro fisico, che può essere anche pericoloso quando per difendersi ricorrono ai poderosi artigli delle zampe. Lo Jaculus Orientalis invece è un animale sociale, che vive in natura in gruppi di due o tre esemplari. In cattività il gruppo può essere anche più numeroso. Capita spesso di vederli dormire poggiati sul fianco con le lunghe zampe posteriori distese o accovacciati con le zampe piegate sotto il corpo. Sono animali tendenzialmente silenziosi: se spaventati o sottoposti a stress però emettono dei versi. Altri versi sembrano essere invece dei richiami, specialmente di notte quando sono maggiormente attivi. A volte battono le zampe posteriori sul suolo per avvisare di un pericolo. Capita spesso di vedere le due specie "giocare": a volte si inseguono tra di loro, altre inseguono la vostra mano. A volte saltellano spassosamente distendendo le loro zampe posteriori.
IN NATURA
Tra il 1999 e il 2000 dei rilevamenti effettuati in certe aree nord africane hanno messo in risalto come i Gerboa si stiano estinguendo. I principali fattori della riduzione del loro numero in natura sono la riduzione del loro habitat naturale e la cattura. Il degrado dei loro habitat e la carenza di piogge registrate negli ultimi anni non permettono alla popolazione di queste specie di riprendere ad espandersi.
ALLOGGIAMENTO
Anche se non necessitano di uno spazio enorme, entrambe le specie hanno bisogno di spazio a sufficienza per poter correre. Una coppia di Jaculus jaculus necessita almeno di un acquario largo un metro e venti. Lo Jaculus Orientalis anche di uno spazio maggiore. Il fondo può essere costituito da segatura (quella che si utilizza solitamente per i roditori) e possibilmente si può ricorrere alla sabbia. Per il nido gli si può fornire della paglia, della lana, un tovagliolo di carta o delle foglie essiccate. Se si utilizza la segatura per il fondo della gabbia, è consigliabile inserire una bacinella contenente sabbia che gli consenta di fare dei "bagni". Ciò permetterà al Gerboa di mantenere in ordine il proprio pelo. Per creare il nido gli si può dare anche una scatola riempita di pagliuzze e lana: l'apprezzeranno! E' consigliabile ricorrere ad una luce artificiale regolato da un timer per simulare in naturale ciclo della luce solare. Inoltre si può usare anche una lampada termica, di quelle che si utilizzano per i serpenti, in modo da consentire al Gerboa di scegliere tra una varietà di differenti temperature. Nella gabbia si può inoltre inserire qualche tronco, qualche roccia e magari un po' di vegetazione essiccata. Quest'ultima verrà sicuramente utilizzata per il nido. La temperatura deve essere mantenuta tra i 15 e i 30 gradi centigradi, con un naturale abbassamento nelle ore notturne. E' necessario anche un buon ricircolo di aria quando fa caldo. In natura devono sopportare temperature che passando dai 10 gradi centigradi di notte ai 50 gradi che si registrano nelle calde giornate estive. Quando si raggiungono le temperature più alte i Gerboa estivano.
ALIMENTAZIONE
La prima decisione da prendere è quella di lasciare loro acqua a disposizione o meno. C'è chi sostiene che in cattività sia opportuno fornirgli dell'acqua e chi al contrario sostiene che questo non sia corretto. Volendo propendere per il secondo punto di vista, si può dire che migliaia di anni di evoluzione hanno dato a questo animale organi in grado di funzionare perfettamente anche in mancanza di acqua. Il fatto di lasciare acqua sempre a disposizione potrebbe portare tali organi ad un affaticamento. Proprio come succede per i degu del Cile che hanno un metabolismo che si è evoluto perfettamente senza bisogno di zuccheri, credo che per i Gerboa troppa acqua possa causare dei problemi renali e di conseguenza una morte prematura. In natura i Gerboa mangiano radici, semi, germogli, granaglie e, a volte, vegetali coltivati. Dipende anche dal periodo dell'anno e dalla disponibilità. Questa dieta può essere simulata facilmente anche in cattività. Una dieta tipo potrebbe essere quella che segue:
Come insetti si possono dare grilli. Le tarme si possono dare ogni tanto come stuzzichino.
Mix 1 = 1/2 "wild bird food" e "1/2 foreign finch food".
Mix 2 = 1/2 Bogena Universal™ and 1/2 "EMP bird rearing food".
Se non gli si lascia a disposizione un beverino con l'acqua, è sempre consigliabile dare un po' di cibo fresco contenente acqua, come la mela o la patata.
RIPRODUZIONE
Far riprodurre i Gerboa in cattività non è molto facile. Maggior successo si è avuto nel far accoppiare lo Jaculus jaculus. I risultati migliori si ottengono tenendo insieme una coppia di adulti. Il maschio deve restare insieme alla femmina sia durante che dopo la nascita dei piccoli. La femmina di entrambe le specie ha otto mammelle.