INFORMAZIONI GENERALI
Il citello appartiene al genere Citellus, vive nelle regioni dell'Europa orientale, dell'Asia centrale fino al nord della Siberia, in Afghanistan e nell'Iran settentrionale e meridionale. Animale diurno, in natura va in letargo e passa gran parte della propria vita in tunnel sotterranei.
Annovera numerose specie:
Il citello oltre che in Europa e in Asia, è presente anche in America, con diciassette specie diffuse dal Messico settentrionale al Canada.
LA MORFOLOGIA
Il corpo di questo scoiattolo terricolo è di forma slanciata e misura da 11 a 28 centimetri, mentre la coda, lunga e pelosa, va dai 3,5 ai 25 centimetri; il peso oscilla tra i 140 e gli 830 grammi. La colorazione del mantello presenta variazioni dal color sabbia al grigio bruno, con eventuale presenza di macchie o striature in talune specie (C. suslicus). Le orecchie sono piccole e nascoste dal pelo. Gli occhi sono invece grandi e posizionati in modo da consentire una visione dell'area circostante la tana senza doversi sporgere con la testa. Le palme delle mani e le piante dei piedi possono essere glabre o pelose e la mano ha il terzo dito più lungo. A differenza del cane della prateria, il citello ha tasche guanciali che si estendono dalla bocca fino alla base del capo e che servono per trasportare il cibo nelle tane.
LE ABITUDINI DI VITA
I citelli vivono generalmente in colonie più o meno numerose a seconda delle specie, giungendo in alcuni casi a provocare gravi danni agli argini dei fiumi. Il Citellus citellus, al contrario, conduce una vita isolata all'interno della colonia, dove ogni adulto occupa una tana propria. Il sistema delle gallerie che costituiscono una singola "abitazione" può essere molto complesso e viene ampliato di anno in anno. Nel corso della prima estate da adulto il citello scava una sola galleria obliqua che completerà in autunno con una camera per il letargo. Poi, poco prima di iniziare il sonno invernale, il roditore chiude l'ingresso con del terriccio e scava una galleria diretta verticalmente verso la superficie: questo nuovo passaggio verrà messo in comunicazione con l'esterno solo la primavera successiva. Durante lo scavo, il terriccio rimosso viene spinto all'esterno con le poderose braccia oppure trasportato nelle tasche guanciali. In inverno la durata del letargo varia da cinque a sette mesi, durante i quali questi animali consumano tutte le riserve di grasso accumulate nella bella stagione. Al risveglio, prima di uscire all'aperto e iniziare il pascolo, si ciberanno delle scorte accumulate l'estate precedente: un comportamento che li tutela dalla possibile carenza di cibo dovuta alle avverse condizioni climatiche. Ma anche in estate la siccità di talune zone obbliga talune specie a compiere un vero e proprio letargo: il souslik, per esempio, si ritira nelle tane nei mesi più caldi, mentre il letargo estivo del citello giallo ha inizio a giugno e continua senza interruzione fino a quello invernale. La sorveglianza del territorio è un'attività che impegna parte della giornata di questi roditori, esposti a predatori quali l'aquila e la puzzola delle steppe: in caso di avvistamento di un pericolo i citelli lanciano acuti fischi, allertando tutti i membri della comunità che fuggono dalle tane.
LO SPERMOPHILUS RICHARDSONII
Nelle pagine che seguono ci occuperemo principalmente del citello che si trova in commercio in Italia, lo Spermophilus Richardsonii, spesso venduto nei negozi "specializzati" come "mini cane della prateria". Lo Spermophilus Richardsonii oltre ad essere diventato negli ultimi tempi un simpaticissimo animale da compagnia, è al tempo stesso oggetto di battute di caccia in quanto ritenuto da alcuni disastroso per l'agricoltura. In natura egli riveste un ruolo molto importante nell'ecosistema della prateria in quanto è preda di vari animali carnivori e di rapaci. Fortunatamente alcuni gruppi di persone di adoperano per salvaguardare questo animale, visto il suo ruolo chiave in natura. Lo Spermophilus Richardsonii viene anche impiegato in test scientifici e in medici.
IL CLICLO ANNUALE
Il maschio adulto esce dal letargo verso la seconda metà di febbraio. Questi scoiattoli escono dal torpore invernale svariati giorni prima di emergere all'aperto, passando quei giorni nei tunnel sotterranei in uno stato di "euthermy". In questo periodo mangiano i semi che hanno messo da parte, favorendo la recrudescenza testicolare e l'accumulo di riserve di grasso che serviranno per la stagione degli accoppiamenti. La maggior parte delle femmine adulte emergono dal letargo nella prima metà di marzo, circa due settimane dopo i maschi. Le femmine si accoppiano entro pochi giorni da quando sono emerse dalle tane sotterranee. Differentemente dai maschi, le femmine di Spermophilus Richardsonii emergono subito dopo il termine del torpore invernale. Le femmine partoriscono in apposite stanze sotterranee verso la fine di marzo e l'inizio di aprile. Le cucciolate emergono all'aperto verso la fine di aprile, inizio di maggio. I giovani esemplari, insieme agli adulti, passano l'estate accumulando grasso in vista del letargo. I maschi adulti entrano in letargo verso la fine di maggio e l'inizio di giugno, mentre le femmine verso la fine di giugno e l'inizio di luglio. I giovani esemplari femmina entrano in letargo nelle prime settimane di agosto, mentre i giovani esemplari maschi restano attivi fino alla metà di settembre, inizio ottobre. Queste date possono variare di qualche settimana da un anno all'altro e variano anche in funzione della latitudine. Lo Spermophilus Richardsonii è un animale diurno, che emerge dai tunnel sotterranei solo nelle ore diurne. I loro occhi si sono abituati al passaggio dal buio totale delle gallerie sotterranee alla luce solare esterna, e proprio per la conformazione dei loro occhi questi scoiattoli non godono di una buona vista in presenza di una luce debole, quale quella dell'alba e del tramonto.
ORGANIZZAZIONE SOCIALE
Dall'apparenza piuttosto socievole, in natura la popolazione di Spermophilus Richardsonii è fondata su una organizzazione sociale basata sulla consanguineità tra femmine. Le femmine infatti tollerano altre femmine consanguinee, mentre tendono a scontrarsi con gli altri scoiattoli. Ciò comporta la creazione di gruppi matriarcali. Gli Spermophilus Richardsonii non difendono un territorio comune, anche se i singoli soggetti dimostrano il loro possesso territoriale nei confronti di altri soggetti con cui non sono imparentati. Le femmine tollerano i consanguinei, ma non accettano altri soggetti nelle tane in cui allevano i loro piccoli. Ogni femmina ha il suo reticolo di gallerie nel quale mette al mondo i piccoli e che difende strenuamente anche dal più prossimo dei consanguinei. Quando i piccoli emergono, possono mescolarsi tra di loro se le loro madri sono consanguinee. I maschi invece non formano alcun gruppo sociale particolare. Dopo la stagione degli accoppiamenti, i maschi limitano la loro presenza in determinate aree, ciò anche per via dell'aggressività dimostrata dalle femmine gravide o che allattano. I maschi non sono mai dominanti nei confronti delle femmine, neppure se più larghi e potenti fisicamente. Quando emergono, i fratelli giocano tra di loro e dormono anche insieme. Raggiunta l'età di 12 settimane, i giovani scoiattoli dal punto di vista caratteriale non sono più distinguibili dagli adulti, sia per quanto riguarda la loro interazione sociale, sia per il loro sfruttamento degli spazi disponibili.
LA PARENTELA
A livello sociale, il vincolo più importante tra gli Spermophilus Richardsonii è quello che lega la madre alla prole. Siccome i figli maschi si allontanano mentre le femmine rimangono presso il sito natale, a tutti gli effetti l'unità sociale fondamentale si basa sul legame che dura tutta la vita tra la madre e le figlie, e tra le sorelle. Le femmine tollerano la presenza di altre femmine strettamente legate ad esse, quali la madre, le sorelle, la nonna, le figlie, le nipotine, le zie, le nipoti e le cugine. Le femmine riconoscono le loro consanguinee per tutta la durata della vita, anche a distanza di mesi dopo il letargo. Le femmine sono dunque generalmente antagoniste con tutti gli altri esemplari che non siano consanguinei, a prescindere dal sesso. Nonostante le consanguinee si tollerino a vicenda, tale tolleranza non si estende alla condivisione del nido in cui i piccoli sono venuti al mondo e vengono allattati. Durante la gravidanza ogni femmina crea il suo sistema di cunicoli sotterranei, con due o tre stanze in cui alleva la prole. Durante il primo mese di vita, i piccoli entrano in contatto solo tra di loro e con la madre. Tipicamente le relazioni tra consanguinei sono più amichevoli e meno antagonistiche rispetto a quelle tra non consanguinei. I giovani fratellini giocano tra di loro e dormono insieme per un certo periodo; tali amichevoli rapporti però son destinati a cessare raggiunta una certa età. In questo modo i giovani esemplari femmina rimangono in contatto tra di loro e in rapporti amichevoli con le loro sorelle e la madre. Il principale contatto tra un maschio adulto e una femmina è costituito dal corteggiamento e l'accoppiamento. L'estro delle femmine dura solo poche ore, o un pomeriggio, un giorno all'anno, durante il quale tollerano la vicinanza dei maschi. Dopo l'estro, una volta gravide, le femmine non tollerano più la vicinanza dei maschi, inclusa quella dell'esemplare con cui si sono accoppiate. Dunque non c'è un legame di coppia tra un maschio e una femmina che duri nel tempo. Tranne che per un breve periodo, quando sono giovani, tutti i rapporti tra maschi di Spermophilus Richardsonii sono antagonistici: si scontrano, si danno la caccia, litigano. Durante la stagione degli accoppiamenti le dispute tra soggetti maschi sono più intense e frequenti. I maschi dunque non hanno legami sociali con altri soggetti, né maschi che femmine, e non partecipano all'allevamento della prole.
IL LETARGO
Lo Spermophilus Richardsonii iberna da solo in una speciale camera sotterranea chiamata "hibernaculum". Tale stanza è inizialmente costruita come una appendice del sistema principale di gallerie. Quando va in letargo, lo scoiattolo tappa il collegamento tra l'hibernaculum e le gallerie con della terra. Il sistema dell'hibernaculum è un sistema chiuso consistente nella stanza, l'hibernaculum, un tunnel di scolo per l'umidità, un tunnel di uscita che raggiunge quasi la superficie. In primavera l'animale emerge aprendo il passaggio del tunnel di uscita, creando quindi un passaggio che porta alla superficie. L'hibernaculum è una stanza riempita di erba nel quale lo scoiattolo si rannicchia a palla, con il naso tra le zampe posteriori, entrando in uno stato di torpore. Gli adulti ibernano per 7-9 mesi, le giovani femmine per 6-7 e i giovani maschi per 4-5. Durante il torpore la temperatura corporea si abbassa raggiungendo quella del terreno circostante. Quando l'inverno è inoltrato, la temperatura corporea può raggiungere i 0 gradi centigradi. La respirazione è lenta, come lo è anche il battito cardiaco. Il torpore non è continuo, infatti gli scoiattoli periodicamente si svegliano durante il letargo. I maschi tendono a conservare cibo (semi) nell'hibernaculum. Questi semi sono stati precedentemente trasportati utilizzando le sacche guanciali. I semi vengono custoditi sotto l'erba utilizzate per il nido. Questi semi verranno utilizzati alla fine del letargo, quando il maschio rimarrà nei tunnel sotterranei dopo aver raggiunto la temperatura corporea normale, in modo da favorire la recrudescenza testicolare. Prima di emergere, i maschi raramente finiscono le scorte di cibo contenute nell'hibernaculum; una volta emersi però, non vi faranno ritorno.
LA COMUNICAZIONE
Il vocabolario base dello Spermophilus Richardsonii consiste in una varietà di squittii, cinguettii, fischi, sibili e stridere di denti. Ricorrono a due differenti versi di allarme, facilmente distinguibili anche per noi umani. Il primo allarme è per i predatori che vengono dal cielo, che tendono ad avvicinarsi velocemente in linea retta. Consiste in un verso di breve durata, non acuto, che cambia frequenza. Quando sentono questo allarme, gli scoiattoli corrono nei loro rifugi. L'altro allarme invece serve per avvisare dell'avvicinarsi di predatori terrestri, che tendenzialmente si avvicinano più lentamente. Questo allarme consiste in un fischio lungo, molto acuto, con una frequenza costante. Quando sentono questo allarme gli scoiattoli si rizzano in piedi e controllano l'area circostante.
L'HABITAT
Gli Spermophilus Richardsonii vivono nella praterie caratterizzate da erba bassa del nord America e popolano ampie aree di Alberta, Saskatchewan, Manitoba, Montana, North Dakota, South Dakota e del Minnesota. Questi scoiattoli prediligono i terreni aperti che offrono una buona visuale per scovare i predatori in avvicinamento. Ripudiano le zone in cui il loro habitat è stato modificato dall'uomo, le città, i terreni destinati al pascolo, i campi coltivati. Nelle zone altamente sfruttate per la coltivazione, non è raro trovare dei piccoli spazi che offrono ancora un habitat adatto per questi scoiattoli, che vanno così a formare una piccola isola popolata, circondata da campi coltivati.
IL TERRITORIO OCCUPATO IN NATURA
Ogni singolo esemplare di Spermophilus Richardsonii estende la sua casa in un'area nella quale permetterà di entrare solo ai consanguinei. Durante i mesi estivi, l'area occupata dalla "casa" di una femmina si aggira intorno ai 240mq. I confini di questa area spesso sconfinano in quella occupata dai consanguinei, sorelle e figlie femmine. C'è un'area principale in cui lo scoiattolo passa circa il 50% del suo tempo: tale area, che nel periodo estivo si estende per 20-40mq, è caratterizzata da un sistema di gallerie più complesso, comprendente le camere per nutrirsi preferite. L'estensione dell'area occupata da uno scoiattolo non è costante ma varia nel corso dell'anno in base ad alcuni fattori che trovate elencati di seguito. Area occupata durante la stagione degli accoppiamenti: all'inizio della stagione degli accoppiamenti, il maschio non difende un territorio ben definito. Al contrario, i maschi tendono a spostare l'area della loro attività quotidiana, di giorno in giorno, in modo da avvicinarsi alle femmine in calore. Mediamente il raggio di azione di un maschio tenderà a sovrapporsi a quello di un altro maschio e a quello di dieci femmine in calore. L'area di azione di una femmina in calore tendenzialmente si sovrappone a quella di due maschi. Area occupata per il resto dell'anno: l'area occupata da una femmina aumenta dalla primavera fino all'estate, raggiungendo l'apice verso la metà di giugno, inizio luglio, quando la prole è finalmente indipendente. Aumentando l'area d'azione, quindi aumentando quella che possiamo chiamare l'area della "casa", aumenta anche l'estensione dell'area che va a sovrapporsi a quella appartenente ad altre femmine. L'area-casa tende poi a diminuire con l'avvicinarsi del letargo. Anche quando le aree occupate sono al massimo dell'estensione, l'area centrale, dove passano gran parte del tempo, non si sovrappone a quella di altre femmine. Dopo la stagione degli accoppiamenti, l'area occupata dai maschi adulti diminuisce. L'area occupata dai maschi in un certo senso è delimitata dalle femmine che, vista la loro aggressività, li obbligano ad insediarsi dove non ci sono sistemi di gallerie "natali". Prima del letargo, l'area occupata dai maschi diminuisce ulteriormente. Area occupata dagli esemplari giovani: durante l'estate gli esemplari giovani occupano un'area centrale in cui passano gran parte del tempo. Questa area sconfina in parte nell'area centrale della madre e in quella occupata dai fratelli. Difficilmente queste aree andranno a sconfinare in quelle occupate da femmine non imparentate con loro. Con l'avanzare della stagione le aree in cui avvengono tali sovrapposizioni tendono a diminuire.
ALLOGGIAMENTO
In cattività per l'alloggiamento di una coppia di citelli è consigliabile una gabbia che misuri di base almeno 80 centimetri per lato. I citelli sono animali estremamente attivi durante il giorno quindi una gabbia di tali dimensioni è il minimo che gli si debba dare. Come lettiera si può utilizzare della segatura, possibilmente quella per roditori che viene trattata per eliminare le polveri sottili che potrebbero causare problemi respiratori. Se la gabbia è tenuta all'esterno, si può anche utilizzare del terriccio universale: posando sul fondo della gabbia almeno una quindicina di centimetri di terriccio, si permetterà ai citelli di divertirsi scavando. Quando farà molto caldo d'estate, potrà capitare di vedere i citelli immersi con tutto il corpo sotto terra, con la sola testa all'aperto: è evidentemente un sistema al quale ricorrono per abbassare la temperatura corporea. Nella gabbia non deve mancare del fieno: quello per conigli che si trova facilmente nei negozi specializzati può andar bene. Se disponete di un prato, potete tosarlo e mettere ad essiccare l'erba: il fieno che otterrete dopo un paio di giorni di esposizione al sole sarà molto gradito dai vostri citelli sia per cibarsi che per render ancora più confortevole il loro nido. Per il nido si può ricorrere ad una casetta di legno, di quelle prodotte per i conigli o le cavie che si trovano facilmente nei negozi che vendono accessori per animali. E' evidente che se la gabbia viene tenuta all'aperto, magari su un balcone, anche durante la stagione invernale, è necessario fornire un riparo sufficiente ai vostri citelli. Un box di legno, delle dimensioni 35*25*25, riempito di fieno e stracci, con un solo foro circolare di entrata del diametro di cinque centimetri posto sul tetto, costituisce un buon riparo invernale per una coppia di citelli. Per cercare di isolare termicamente l'interno del box è necessario che questo sia costruito con del legno di uno spesso di almeno 15mm.
ALIMENTAZIONE
Gli Spermophilus Richardsonii sono quasi esclusivamente erbivori: la loro dieta infatti è composta all'80-100% da vegetali. Questi scoiattoli non uccidono per procacciarsi animali, ma ogni tanto rosicchiano cadaveri di animali schiacciati sulla strada. Si nutrono principalmente di foglie, fiori e semi, anche se il tipo preciso di vegetazione di cui si cibano dipende dalla zona in cui vivono. Siccome gran parte del loro habitat naturale è andato distrutto per via dell'uomo, è difficile al giorno d'oggi capire quale sia esattamente la loro dieta preferita in natura. Per esempio nel Nord Dakota i legumi e l'erba dei pascoli costituiscono la loro fonte primaria di cibo. Nelle zone coltivate, dove rimane ben poco della vegetazione nativa, questi scoiattoli sono costretti a cibarsi di semi e germogli di cereali quali grano, orzo e avena. Gli scoiattoli che si cibano nelle aree coltivate tendenzialmente sono più robusti e tendono a mettere al mondo una prole più numerosa rispetto a quelli che si cibano nelle praterie d'erba native, probabilmente grazie alla maggior quantità di cibo di cui possono disporre nei campi coltivati.
RIPRODUZIONE
In natura, quando i maschi escono dal torpore invernale, rimangono nelle tane per nutrirsi del cibo che hanno conservato favorendo la recrudescenza testicolare. In seguito escono dalle tane e occupano i territori prima che emergano le femmine. Quando inizia la stagione degli accoppiamenti, i maschi passano molto più tempo a monitorare gli altri scoiattoli nelle vicinanze, a dare la caccia a potenziali rivali e ad accertarsi della predisposizione fisica all'accoppiamento delle femmine, di quanto non facciano negli altri periodi dell'anno. Passano anche molto meno tempo a nutrirsi, perdendo vistosamente peso. Per poter accedere alle femmine in calore, i maschi devono affrontare degli scontri fisici molto vigorosi che spesso portano a infortuni alla schiena, ai fianchi, alla faccia, agli avambracci e alle spalle. Le femmine invece raramente si fanno male. I maschi inoltre di giorno in giorno si spostano dalle aree che solitamente occupano nel tentativo di avvicinarsi il più possibile alle femmine in calore. Mentre le femmine tendenzialmente sono sedentarie, i maschi durante la stagione degli accoppiamenti non dimostrano particolare attaccamento a tane precise. I maschi identificano le femmine annusando il loro naso e il corpo, e sniffando la loro parte genitale si accertano della loro predisposizione all'accoppiamento. Le femmine a volte evitano i maschi, altre volte invece si scagliano letteralmente su di essi e li spingono via con le zampe anteriori. Una femmina in calore tollera l'avvicinarsi del maschi e può essere lei stessa ad avvicinarsi per prima. I maschi ignorano totalmente le femmine gravide e si limitano dunque ad avvicinare solo le femmine che devono ancora entrare in calore o che lo sono già. Durante il giorno dell'estro, le femmine subiscono un cambiamento di comportamento. Passano più tempo a nascondersi e meno a mangiare, rispetto a prima e dopo l'estro. Ciò comporta una breve interruzione dell'aumento di peso. Adottano inoltre una strategia "corri e nasconditi", consistente in brevi scatti, seguiti da momenti in cui si nascondono. Questa strategia sembra essere adottata per evitare il contatto con i maschi della zona e per facilitare il contatto con altri maschi del vicinato. Se un maschio della zona nota che la femmina sta lasciando il proprio territorio, si mette sulle sue tracce e la segue. Ciò porta a incontri piuttosto violenti con altri maschi e in questo modo la femmina sembra voler incitare la competizione tra maschi. Le femmine restano in calore per un solo giorno e tendono ad accoppiarsi nel tardo pomeriggio. L'accoppiamento può avvenire o all'aperto o nei tunnel della femmina. Circa la metà delle femmine di Spermophilus Richardsonii si accoppia con svariati maschi, il che risulta in una multipla paternità della prole. La femmina può partorire solo una volta all'anno. Dopo l'estro, la femmina dedica più tempo alla raccolta di erba e allo scavo. Non tollera la presenza di maschi, incluso quella dei soggetti con cui si è accoppiata. I maschi non prendono dunque parte all'allevamento della prole.