INFORMAZIONI GENERALI
Il cane della prateria (Cynomys, Rafinesque 1817) è un mammifero appartenente all'ordine dei Roditori sciuromorfi (ossia "a forma di scoiattolo"), che vive nelle praterie americane. Il suo nome deriva dal verso caratteristico, simile all'abbaiare dei cani, utilizzato per avvisare i propri simili di un pericolo incombente. Il nome "Cynomys" (in italiano, cinomio) deriva dalle parole "cane" e "topo", mentre ludovicianus deriva dal nome Lewis, uno dei componenti della spedizione Lewis e Clark del 1804-1806, durante la quale furono raccolti per scopi scientifici i primi cani della prateria. Questo scoiattolo terricolo è piccolo, tozzo e simile alla marmotta europea: da adulto raggiunge la lunghezza totale di 38-36 centimetri, con una coda che misura dai 3 ai 10 centimetri. Il peso oscilla tra i 700 e 1400 grammi.
LE DIVERSE SPECIE
Esistono cinque diverse specie di cani della prateria:
I cani della prateria dalla coda nera (Cynomys Ludovicianus) si distinguono dalle altre specie di cani della prateria esistenti (quelli dalla coda bianca, quelli dello Utah, il Gunnison e quello del Messico) sia per l'aspetto che per l'habitat in cui vivono. Mentre le varie specie di cani della prateria sono insediate nelle praterie della parte nord ovest degli Stati Uniti, i cani della prateria dalla coda nera occupano le praterie caratterizzate da distese di erba medio-bassa in una zona che si estende dal nord del Canada al sud del Messico, lungo la pendice orientale delle Montagne Rocciose. Le altre specie di cani della prateria occupano areali ristretti e abitano in "città" di piccole dimensioni, popolate da poche famiglie. Inoltre, pur essendo anche essi animali sociali, non raggiungono la complessità di organizzazione collettiva che caratterizza il cane della prateria dalla coda nera.
CANE DELLA PRATERIA DEL COLORADO (CYNOMYS GUNNISONI)
Questo cane della prateria vive nella parte nord-ovest del Nuovo Messico, nelle praterie erbose e nelle foreste delle montagne del Colorado, in colonie solitamente di piccole dimensioni, nonostante in Arizona sia stata segnalata una comunità di circa cinquanta esemplari. Iberna nel periodo invernale, mentre a luglio compie un'estivazione (particolare stato fisiologico cui vanno incontro alcune specie animali durante il periodo più caldo dell'anno, consistente in un rallentamento del metabolismo accompagnato dalla riduzione dell'alimentazione e della motilità): si rintanano nei giorni più caldi, limitandosi ad uscire per il pascolo alle prime luci dell'alba e nel tardo pomeriggio. Tale specie di cane della prateria scava gallerie sotterranee poco profonde, con numerosi ingressi privi di protezione nei confronti dell'acqua piovana. Le collinette infatti non circondano l'accesso, ma sono basse e situate di lato rispetto all'apertura. Le tane sono dotate di tunnel ciechi diretti verticalmente verso la superficie che terminano poco al di sotto del livello del terreno: fungono da camere di riserva d'aria in caso le tane stesse vengano allagate dall'acqua piovana.
CANE DELLA PRATERIA DALLA CODA BIANCA (CYNOMYS LEUCURUS)
Questo cane della prateria deve il suo nome alla tipica colorazione bianca della punta della coda. E' la specie più massiccia, con un peso che raggiunge i 1120 grammi, una lunghezza di 28-30 centimetri e una coda di 3-6 centimetri. Pur essendo gregario, il cane della prateria dalla coda bianca vive in comunità costituite da pochi individui, nonostante sia stata segnalata una "città" popolata da circa cento esemplari. L'areale di distribuzione comprende il bacino del fiume Colorado, Lamerie e il North Park, estendendosi da un'altitudine di 1500 metri fino a 3600 metri nel Colorado. La vegetazione, che varia in base al territorio e alla quota, è costituita da distese erbose oppure da macchie di ginepri e pini. In questo contesto gli accessi alle tane sotterranee appaiono sotto forma di collinette molto più basse e disordinate di quelle tipiche del Cynomys Ludovicianus: gli ingressi sono circondati da detriti e rifiuti che i cinomi portano in superficie dalle camere sotterranee, costruendo così cumuli privi di forma definita. A volte tali detriti sono impiegati per chiudere una via d'accesso in caso di inseguimento da parte di un predatore. Durante la stagione fredda i cani della prateria dalla coda bianca vanno in ibernazione. Il sonno invernale incomincia in ottobre/novembre, a seconda del clima, e termina a marzo. Al risveglio i cinomi riprendono ad alimentarsi voracemente per ricostituire le riserve di grasso che hanno consumato durante il digiuno invernale, quindi iniziano i corteggiamenti che si concludono, entro la fine di marzo e l'inizio di aprile, con gli accoppiamenti. I piccoli nascono entro maggio e nel mese di giugno i giovani cinomi sono già in grado di uscire dalle tane per iniziare a pascolare. L'inverno successivo i giovani esemplari nati in primavera iberneranno insieme agli adulti, per poi lasciare la comunità la primavera seguente, raggiunto un anno di età.
CANE DELLA PRATERIA DALLA CODA NERA (CYNOMYS LUDOVICIANUS)
Questa specie è l'unica attualmente reperibile in commercio. Anatomicamente si differenzia dalle altre per la colorazione nera della punta della sua coda, mentre il mantello è a base fulva con presenza di peli marrone scuro, neri e bianchi. Alcuni autori hanno diviso il Cynomys Ludovicianus in due sottospecie: il C. Ludovicianus Ludovicianus e il C. Ludovicianus Arizoniensis (Means, 1890). Studi più recenti condotti da Pizzimenti nel 1975, dimostrerebbero che si tratta di una specie monotipica, ossia non divisibile in sottospecie. Tali cinomi presentano una organizzazione sociale altamente sviluppata e sono i cinomi che costituiscono le colonie di maggiori dimensioni. Sono molto ricercati come animali da compagnia per la loro indole gregaria e all'attitudine ad avere atteggiamenti affettuosi.
CANE DELLA PRATERIA DEL MESSICO (CYNOMYS MEXICANUS)
Questa specie di cinomio è a rischio di estinzione ed è inserita nell'allegato A della Convenzione di Washington che ne vieta la detenzione e la vendita. Vive esclusivamente in una ristretta area del Messico nordoccidentale, area caratterizzata da valli, praterie e bacini situati a una quota tra i 1600 e i 2200 metri. Tale cinomio predilige terreni poco rocciosi dove scava tane che spesso condivide con il citello e con il gufo. Le colonie attuali comprendono meno di cinquanta individui, tra i quali vi è un solo maschio dominante. Misura 39 centimetri di lunghezza, coda compresa (che ne misura 3), e pesa tra i 900 e i 1200 grammi. Come il Cynomys Ludovicianus non compie un letargo invernale. La stagione riproduttiva può iniziare a gennaio e protrarsi fino ad aprile, in funzione della temperatura e delle precipitazioni che influenzano notevolmente la disponibilità di foraggio.
CANE DELLA PRATERIA DELLO UTAH (CYNOMYS PARVIDENS)
Il nome di questo piccolo cinomio dalla corporatura slanciata deriva dalla sua regione di origine, che si estende lungo le praterie erbose, i deserti e le valli dello Utah sudoccidentale. Va in letargo nel periodo invernale ed è considerato da alcuni autori una sottospecie di Cynomys Leucurus. Il corpo misura 30-36 centimetri e la coda va dai 3 ai 6 centimetri. Il mantello color cannella presenta sfumature nere e camoscio chiaro, le aree circostanti la bocca e il mento hanno peli più chiari mentre l'addome è color cannella o camoscio chiaro. Le femmine possiedono cinque paia di mammelle. Tale cinomio è considerato un flagello per le coltivazioni ed è stato oggetto di vere e proprie campagne di sterminio che hanno ridotto la popolazione a poche migliaia di esemplari. Nel 1998 ne sono stati stimati circa 5000. Dal 1973 è considerata una specie a rischio di estinzione da parte dello Stato dello Utah e per questa ragione ne è stata vietata la vendita e la detenzione.
LE COLONIE DEL CYNOMYS LUDOVICIANUS
I cani della prateria dalla coda nera sono molto sociali e vivono in gruppi familiari territoriali chiamati "brigate" (coteries). Ogni gruppo familiare è costituito da un maschio adulto, una o più femmine adulte, e da i loro piccoli. Quando un giovane cane della prateria raggiunge l'età adulta, lascia il suo gruppo familiare al fine di raggiungerne un altro o costituirne uno nuovo. I membri di una brigata difendono il loro territorio dall’intromissione dei membri di altre brigate. I vari gruppi familiari sono riuniti in "rioni" (wards) delle dimensioni di 5-10 acri, la cui unione forma larghe colonie che permettono di aumentare il livello di protezione da attacchi di predatori. La colonia più grande di cui si ha notizia era nel Texas, misurava 100 x 250 miglia e contava circa 400 milioni di animali. Attualmente, a causa dell’opera di sterminio cui sono stati sottoposti e del cambiamento dell’habitat, il territorio che occupano si è ridotto a circa il 5% di quello originario. L’habitat naturale di questi roditori è costituito da vaste aree di pianure erbose, in cui scavano dei sistemi di tane sotterranee. Ogni colonia tipicamente scava 30-50 entrate per acro. Le entrate si trovano su montagnole di terra che servono come punto di avvistamento per i predatori e che hanno anche la funzione di impedire l’entrata dell’acqua nella tana in caso di piogge. La colonia è sempre sorvegliata da diversi cani della prateria, che stanno all’erta per avvistare i predatori. Le tane possono raggiungere i 5 metri di profondità ed essere lunghe fino a 30 metri. Comprendono diverse camere, tra cui una in cui dormono e si prendono cura dei piccoli. L'interazione tra cani della prateria tende ad essere maggiormente amichevole tra soggetti che appartengono alla stessa "brigata" e include la comunicazione, il gioco e le cure reciproche. Al contrario, cani della prateria appartenenti a diverse "brigate" tendono a comportarsi tra di loro in maniera meno amichevole, a volte anche ostile, arrivando addirittura a scontrarsi per il controllo del territorio.
LA COMUNICAZIONE
I cani della prateria dalla coda nera hanno un sistema di comunicazione incredibilmente sofisticato che include una notevole varietà di suoni e di comportamenti. Uno di questi, il "balzo-hi-hoo" o "balzo-yahoo", è un richiamo territoriale caratterizzato dal fatto che il cane della prateria si slancia verso l'alto, alzando le zampe anteriori al cielo, emettendo contemporaneamente un verso basato su due note. I cani della prateria inoltre ricorrono ad una varietà di versi, ciascuno relativo ad un differente predatore. I cani della prateria comunicano inoltre attraverso l'olfatto e il tatto: è frequente vedere due esemplari salutarsi avvicinandosi l'uno all'altro con la bocca spalancata, fino a far toccare gli incisivi. Questo saluto viene comunemente definito come il "bacio" del cane della prateria. Recenti studi hanno dimostrato una notevole complessità di linguaggio dei cani della prateria. Essi sono in grado di distinguere tra persone che indossano abiti di differenti colori e tra persone che manifestano un comportamento minaccioso o meno. Inoltre sembra esserci una base grammaticale nella loro comunicazione, essendo essi in grado di modulare i suoni con toni, ordini e velocità diverse. Queste scoperte hanno portato Con Slobodchikoff, un ricercatore della Northern Arizona University, ad affermare che "i cani della prateria hanno una forma naturale di linguaggio tra le più avanzate tra quelle studiate dalla scienza".
LA VITA IN NATURA
I cani della prateria vivono in una rete sotterranea di tunnel con una o più aperture verso l'esterno. Tali tunnel possono essere molto lunghi e includono stanze sotterranee separate usate per dormire, allevare i cuccioli, depositare il cibo ed eliminare gli escrementi. Le aperture e le entrate nei tunnel sotterranei, si distinguono dalla quantità di terra che le circonda e servono come protezione sia dai predatori che dagli agenti atmosferici. I cani della prateria dalla coda nera passano molto tempo all'aria aperta durante il giorno, con qualche periodica immersione all'interno dei tunnel, mentre di notte si ritirano sottoterra. Durante l’inverno restano nelle tane nei giorni di cattivo tempo, ma escono ad alimentarsi se il tempo è bello.
CARATTERISTICHE FISICHE
La vita media in cattività è di 5-10 anni, in natura probabilmente molto meno. Il peso varia da 0,5 a 2,2 kg (i maschi sono più grossi delle femmine); in inverno tendono ad ingrassare molto. Sono ricoperti da una pelliccia di colore marroncino, più chiara sull’addome; hanno una coda lunga un quarto circa della lunghezza del corpo, ricoperta di pelo che in punta è nero. Le zampe presentano cinque dita dotate di unghie sia anteriormente che posteriormente, la cui parte inferiore è priva di pelo e mostra dei cuscinetti molto sviluppati. Il muso è adornato da lunghi baffi neri, che come nei gatti rappresentano organi di senso tattili. Come tutti i roditori hanno gli incisivi a crescita continua (crescono senza interruzione per tutta la vita), che vengono mantenuti della giusta lunghezza dal consumo incessante; i denti molari invece dopo che sono spuntati non si allungano più. Il torace è relativamente piccolo rispetto all’addome. Tra gli organi addominali particolarmente sviluppato è il cieco, una parte dell’intestino in cui avviene la fermentazione della fibra alimentare. Non hanno un vero letargo; se la temperatura esterna scende molto entrano in uno stato di torpore. Se sono esposti a basse temperature vanno incontro a ipotermia, un abbassamento della temperatura corporea, che li può portare a morte. In caso di malattia spesso i cani della prateria hanno una caduta della temperatura corporea e non rispondono al trattamento se non vengono riscaldati. I maschi nel periodo riproduttivo, in inverno e in primavera, possono diventare molto protettivi verso la femmina e il territorio, creando dei problemi ai proprietari. In tal caso è consigliabile la sterilizzazione. Esternamente maschi e femmine sono uguali tranne che per i genitali esterni. La caratteristica principale che permette di distinguere maschi e femmine, anche in soggetti molto giovani, è la cosiddetta distanza ano-genitale, vale a dire la distanza che intercorre tra l’ano e l’apertura genitale (la vulva nella femmina e il prepuzio nel maschio). La distanza ano-genitale è circa il doppio nel maschio rispetto alla femmina, per cui potendo paragonare due soggetti di sesso diverso si riesce a distinguerli abbastanza facilmente, anche senza esperienza. Il riconoscimento del maschio è molto semplice dopo che i testicoli sono discesi nello scroto, il che può avvenire però anche dopo un anno di età.
L'ECOSISTEMA
I cani della prateria costituiscono una specie fondamentale per l'ecosistema delle praterie. Insieme al bisonte e ad altri animali scavatori, essi sono responsabili in maniera determinante della ricca biodiversità di quelle pianure. Nonostante siano stati sterminati nel corso dell'ultimo secolo, essi ancora costituiscono il sostentamento per altre specie di vertebrati che popolano le praterie. La loro attività di scavo, smuovendo il terreno ne aumenta la fertilità. Ciò dà sostentamento alla vegetazione che a sua volta sostiene la vita animale. Le gallerie scavate dal cane della prateria costituiscono anche un riparo per altri animali quali i gufi che vivono nei sotterranei, i tassi, i conigli, i furetti dalle zampe nere, i serpenti e gli insetti. Alcune attività del cane della prateria legate alla sua ricerca di alimenti, quali il pascolo e la defecazione, hanno un impatto positivo sull'ambiente circostante dando vita a piante e erba più nutrienti e ricche di azoto. Ciò comporta che alcune specie animali, quali il bisonte, vengono a pascolare nelle colonie di cani della prateria dove la vegetazione è più ricca dal punto di vista nutrizionale. I cani della prateria costituiscono un anello fondamentale nella catena nutritiva della prateria. Sono una fonte di cibo importantissima per altri animali la cui sopravvivenza è a rischio, quali il furetto dalle zampe nere, la volpe (Vulpe Velox), il coiote, il falco, l'aquila e il tasso. E' evidente come l'estinzione del cane della prateria dalla coda nera costituirebbe un evento catastrofico per l'ecosistema dell'intera area delle Grandi Pianure.
RISCHIO DI ESTINZIONE
I cani della prateria dalla coda nera non godono di alcuna protezione federale negli Stati Uniti. Tale specie era candidata tra le specie a rischio nel Federal Endangered Species Act fino a quando il Governo Federale, agendo sulla base di una scelta politica più che scientifica, ha rimosso tale specie nella lista di quelle candidate nell'agosto 2004. Storicamente gli allevatori di bestiame hanno ritenuto che i cani della prateria sottraessero cibo al loro bestiame e che fosse necessario eliminarli. Queste credenze sono passate da una generazione all'altra e sono difficili da cambiare. Tali credenze possono essere fatte risalire all'inizio del 20° secolo a C. Hart Merriam, allora capo del U.S. Biological Survey (precursore dell'attuale Dipartimento dell'agricoltura). Egli credeva che i cani della prateria sottraessero al bestiame dal 50 al 75% del foraggio disponibile e che fosse necessario eliminare tali roditori in modo da rendere le Grandi Pianure un posto adatto per l'allevamento del bestiame. Tale sua convinzione ha creato un danno irreparabile in quanto milioni di cani della prateria sono stati avvelenati agli inizi del 1900. Tali erronee credenze sopravvivono ancora oggi, nonostante la scienza sia stata in grado di dimostrare l'evidenza del contrario. Il "Journal of Range Management" ha pubblicato una serie di studi in cui si dimostra che la competizione del cane della prateria con l'industria del bestiame e dell'allevamento in genere è trascurabile, e che uccidere i cani della prateria per gli allevatori non costituisce un beneficio economico. Come se non bastasse alcuni allevatori sono convinti che i cunicoli scavati dai cani della prateria costituiscano un pericolo per i loro cavalli e per il bestiame, in quanto potrebbero rompersi le zampe. L'evidenza dei fatti invece ci dimostra che le entrate dei tunnel scavati dai cani della prateria sono ben visibili in quanto circondati da terra e per questo son ben visibili sia per i cavalli che per il bestiame. La verità è che tali false convinzioni si basano su aneddoti che non trovano riscontro: tutti affermano di aver sentito parlare di un allevatore il cui cavallo o mucca si era rotto le zampe in un foro scavato da un cane della prateria, ma nessuno di loro affermerà mai che gli sia capitato personalmente.
I CANI DELLA PRATERIA E LA PESTE
C'è chi ha anche affermato che i cani della prateria potessero diffondere la peste contagiando gli uomini. In realtà la paura da parte degli uomini di contrarre tale malattia è stata generalmente esagerata e comunque usata quale scusa per sterminare i cani della prateria. Nel Colorado, a partire dal 1957, sono stati registrati solo 47 cadi di peste, di cui solo 10 in qualche modo riconducibili ai cani della prateria. Tra questi 10, solo un caso è stato fatale. Secondo il Dipartimento per la Salute del Colorado, se vengono prese le normali precauzioni, le probabilità per un individuo di contrarre la peste, anche in una zona in cui essa è stata registrata, sono piuttosto basse. La peste si trasmette alle persone attraverso il morso di una pulce o col contatto diretto con un animale infetto. La causa più comune di contrazione dell'infezione da parte degli uomini è costituita dai cani e dai gatti che possono contrarre la peste mangiano animali infetti o essendo punti da pulci che portano l'infezione. Ciò spiega come sia necessario tenere cani e gatti lontani dalle colonie di cani della prateria. Un episodio di trasmissione di vaiolo delle scimmie tramite un roditore tenuto vicino ad un cane della prateria in un negozio newyorkese ha portato due anni fa al blocco delle esportazioni ed al divieto di importazione in Europa. Non essendo più disponibili tali animali alla vendita, alcuni rivenditori hanno iniziato a vendere un altro roditore, il citello, originario dell'Ungheria, come "mini cane della prateria".
CARATTERE E COMPORTAMENTO
I cani della prateria, se adottati da piccoli, costituiscono ottimi animali da compagnia, sono curiosi e comunicativi, ma richiedono molto affetto e attenzioni perché non sopportano la solitudine. Al contrario di quanto fanno solitamente i roditori, contraccambiano pienamente l’affetto del proprietario, sono interessati alle sue attività e gli vogliono stare accanto. Il cane della prateria è un animale molto sociale, che ha bisogno del contatto dei suoi simili, e quindi in cattività tende a sviluppare un forte legame con le persone. Se viene "adottato" da piccolo stabilisce un legame affettivo coi proprietari con estrema rapidità. Ama essere coccolato e avere uno stretto contatto con il proprietario; non gradisce essere tenuto sollevato da terra, ma gli piace stare in grembo. Può mostrarsi molto protettivo nei confronti del proprietario arrivando ad attaccare persone estranee che ritiene abbiano invaso il suo territorio. Per evitare problemi può essere confinato nella gabbia quando sono presenti estranei. Se manifesta qualche comportamento sgradito non deve mai essere punito fisicamente, ma con il confinamento in gabbia. Durante la stagione riproduttiva il maschio può presentare problemi di comportamento, mostrandosi aggressivo o "lunatico". Solitamente entro un paio di mesi il comportamento ritorna nella norma. La sterilizzazione chirurgica risolve definitivamente questo problema, ed è senz’altro consigliabile se i comportamenti sgraditi sono particolarmente intensi o prolungati. Il cane della prateria può essere abituato a uscire al guinzaglio (utilizzando quelli a pettorina) a patto che venga abituato fin da piccolo e si proceda con gradualità. Lo si deve però portare in ambienti tranquilli, dove non ci sia traffico o presenza di cani (di quelli veri!). Se questi animali sono lasciati per lungo tempo nella gabbia possono presentare problemi di comportamento quali il rodere in modo incessante le sbarre (con conseguenti lesioni al naso, che appare spelacchiato) o rosicchiarsi il pelo.
L'ACQUISTO
I cani della prateria che si trovano nei negozi per animali possono essere sia animali catturati allo stato naturale che allevati in cattività. Più il cane della prateria è giovane, più facilmente potrà familiarizzare e affezionarsi a voi, perciò l’ideale è acquistare animali di 6-8 settimane, che corrisponde al periodo aprile-luglio. Cani della prateria acquistati più anziani possono essere ugualmente docili, se sono stati maneggiati fin da piccoli; in caso contrario possono rimanere piuttosto aggressivi e scontrosi tutta la vita. Ricordate che per difendersi mordono, e i loro denti incisivi sono molto lunghi e in grado di causare ferite dolorose. Per la scelta del soggetto, controllate che l’animale sia vivace, attento e curioso. Non deve apparire troppo grasso o troppo magro, e non devono essere presenti chiazze senza pelo. È molto importante controllare che i denti incisivi siano regolari, dritti e della giusta lunghezza. Denti spezzati o storti possono comportare grossi problemi in futuro. Gli occhi devono essere limpidi, senza croste, e il pelo delle palpebre non deve essere impiastricciato. Anche le narici devono essere pulite e senza tracce di scolo o croste. Nella gabbia non devono esserci segni di diarrea, e il pelo intorno all’ano non deve essere imbrattato. Dal momento che sono animali tanto socievoli, è preferibile tenerne due insieme perché si facciano compagnia, a meno che non gli si possa dedicare molto tempo tutti i giorni. Se due soggetti vengono presi insieme da piccoli andranno sicuramente d’accordo, mentre due adulti estranei facilmente si azzuffano.
CURE
I cani della prateria non richiedono vaccinazioni, tuttavia è bene far fare periodicamente una visita di controllo, in particolare subito dopo l’acquisto. Un esame delle feci permette di verificare la presenza di parassiti intestinali quali nematodi (vermi), coccidi o altri microrganismi. Sono animali molto puliti e non è necessario lavarli; in caso di necessità si possono lavare utilizzando uno shampoo delicato del tipo per neonati, da risciacquare con cura. Il metodo migliore per lavarli è di utilizzare la vasca da bagno con qualche centimetro di acqua tiepida, e di risciacquarli poi con cura con la doccia. Avvolgeteli in un asciugamano caldo per rimuovere più possibile l’acqua, e se utilizzate l’asciugacapelli tenetelo regolato al minimo. In cattività le unghie tendono a diventare troppo lunghe, e per evitare che si impiglino da qualche parte e si spezzino è consigliabile accorciarle periodicamente tagliando la punta. In caso di infestazione da pulci si può applicare una polvere antiparassitaria del tipo utilizzabile nei gatti.
ALLOGGIAMENTO
Per alloggiare un cane della prateria si può ricorrere alle gabbie che si trovano in vendita studiate per i conigli da compagnia o a quelle per i furetti. Il cane della prateria ha bisogno di più spazio possibile. Il fondo della gabbia deve essere solido e tale da non danneggiare le zampe dell'animale. Le pareti del fondo devono essere sufficientemente alte da non permettere al fieno o ad altro materiale utilizzato per la lettiera di cadere continuamente sporcando il pavimento. La chiusura della gabbia deve essere particolarmente robusta e, se necessario, rinforzata con un moschettone o un lucchetto, onde evitare fughe indesiderate. Sul fondo va posta un'abbondante lettiera di fieno, paglia, trucioli o carta. Si può utilizzare anche il pellet di carta riciclata (del tipo "Yesterday's news". Bisogna assolutamente evitare il materiale polveroso (trucioli e segatura) e le stoffe che lasciano lanugine, in quanto questi animali sono predisposti a gravi problemi respiratori. Il cane della prateria soffre a rimanere chiuso in gabbia e passa molto tempo a cercare di uscire spingendo col muso tra le sbarre. Il continuo sfregamento causa sovente la caduta del pelo sulla regione nasale. Per ovviare si può ricorrere ad una gabbia con le pareti lisce, a patto però che garantisca un sufficiente ricircolo d'aria. Per ricreare le tane si può inserire all'interno della gabbia delle cassette o dei tubi in pvc. I cani della prateria amano rodere, dunque qualunque materiale posto all'interno delle loro gabbie deve essere atossico. Si possono utilizzare oggetti in legno che però non devono essere ricoperti di vernici pericolose. I cani della prateria normalmente defecano in un angolo. Possiamo dunque collocare nella gabbia una cassettina per i bisogni nella quale però non bisogna mettere della lettiera per gatti bensì del tutolo di mais. I recipienti per il cibo devono essere possibilmente in metallo o ceramica, in modo da evitare che vengano rosicchiati. La stanza in cui si alloggiano i cani della prateria deve avere possibilmente una temperatura compresa tra i 20 e i 22 gradi centigradi, con un tasso di umidità compreso tra il 30 e il 70%. Le temperature troppo alte sono molto pericolose per il cane della prateria ed è quindi importante non collocare la gabbia vicino ad una finestra esponendo quindi il cane della prateria alla luce solare diretta. Un colpo di calore può essere fatale ad un cane della prateria, portandolo alla morte nel giro di pochi minuti. Se non si utilizza una cassettina per i bisogni, la lettiera deve essere pulita quotidianamente, almeno nell'angolo in cui il cane della prateria è solito defecare. Circa una volta a settimana la gabbia va pulita a fondo con acqua calda e sapone. Per la disinfezione si può utilizzare il lisoformio o della varichina diluita, ovviamente da risciacquare con cura e abbondantemente. I recipienti per il cibo e l'acqua vanno puliti con cura quotidianamente.
IN LIBERTÀ
Il confinamento continuo in gabbia può risultare molto stressante per i cinomi. Questi animali inoltre soffrono la solitudine e la mancanza di contatti con i loro simili. Per il loro benessere psicologico e fisico è indispensabile concedere loro ogni giorno del tempo per correre, giocare, esplorare e farsi coccolare. Un cane della prateria a spasso per caso è soggetto a numerosi pericoli. Se possibile predisponete una stanza che sia a prova di pericoli per loro. Il pericolo principale per i cinomi è costituito dai fili della corrente e dalle piante tossiche. Altro pericolo è costituito dalle cadute che possono provocare fratture di zampe, della spina dorsale o dei denti incisivi. I cani della prateria amano arrampicarsi ma essendo piuttosto goffi tendono a cadere facilmente e a farsi male (soprattutto ai denti) cadendo, spesso, anche da altezze limitate. La rottura degli incisivi è un evento di per sé abbastanza banale (i denti infatti ricrescono nel giro di una decina di giorni). Tuttavia in seguito a traumi a carico di questi denti, col tempo si può sviluppare alla loro radice una lesione, detta odontoma, che restringe progressivamente le vie respiratorie, causando gravissimi problemi di respirazione. L'odontoma può portare alla morte del cinomio. E' bene controllare inoltre che in giro non ci siano alimenti a cui non devono avere accesso quali cibo per cani o gatti, pane, dolciumi. Fate anche attenzione a piante tossiche, farmaci e sigarette.
ALIMENTAZIONE
Essendo i cani della prateria strettamente erbivori, una sana alimentazione deve rispecchiare le abitudini alimentari che hanno in natura. La dieta deve essere ricca di fibra e povera di grassi. In cattività l’alimento principale deve essere il fieno, fresco e di buona qualità. Se possibile bisogna optare per il fieno di erbe miste; invece il fieno di erba medica va somministrato in modo saltuario. Mai somministrare del fieno ammuffito. Il pellet è adatto come alimento ma favorisce l’obesità: per questo alcuni autori consigliano di razionarlo o di non somministrarlo affatto. Soprattutto gli individui adulti tendono all’obesità e devono ricevere il pellet razionato. In inverno un aumento del peso è fisiologico, seguito dal ritorno al peso normale in primavera. Per completare la dieta basta un po' di verdura fresca (a volontà) e frutta (in piccola quantità). Questi alimenti vanno somministrato freschi e ben lavati, a temperatura ambiente. Se non vengono consumati vanno rimossi dopo poche ore. Verdure fredde di frigo o guaste possono causare disturbi intestinali gravi. Non somministrare ai cani della prateria alimenti ricchi di grassi, quali biscotti, cracker, semi e noccioline, alimenti per cani o gatti (che tra l’altro sono troppo ricchi di vitamina D) e altre leccornie. Questi animali sono molto ghiotti e consumerebbero avidamente questi tipi di alimenti ma per il loro bene è giusto non somministrargliene. Le miscele di semi disponibili in commercio per conigli o per roditori, ricche di semi di girasole, grano, semi vari e fioccati non sono assolutamente adatte a questi animali: ricordatevi che i cani della prateria non sono granivori! Essendo molto ricchi dal punto di vista nutritivo, semi e fioccati causano problemi di obesità. Inoltre contengono poca fibra, che è indispensabile al buon funzionamento dell’apparato digerente. Al contrario delle cavie, non è necessario somministrare ai cani della prateria la vitamina C. Un'ottima integrazione alla dieta è costituita dai cilindretti di fieno pressato, con il 30% di fibra (Frischgras Kops, della ditta Bunny). Una dieta errata può portare i cinomi a ingrassare in modo eccezionale, causando gravi problemi di salute. All'interno della gabbia si possono lasciare dei rametti secchi o delle ossa finte per cani, in pelle o in amido di mais, per favorire il consumo degli incisivi che sono a crescita costante. Non dimenticate mai di lasciare a disposizione dell’acqua in contenitori sospesi a sifone, che non si rovesciano e non si sporcano. Il cane della prateria in natura ricava la maggior parte dell’acqua di cui ha bisogno dai vegetali, ma in cattività non deve mai mancare una fonte di acqua fresca sempre disponibile.
RIPRODUZIONE
Il cane della prateria in natura raggiunge la maturità sessuale all’età di 2-3 anni, in cattività invece anche prima. Le femmine hanno un solo calore l’anno, che dura 2-3 settimane (tra gennaio e marzo). Durante la stagione riproduttiva il maschio diventa aggressivo nei confronti degli altri maschi che sconfinano nel suo territorio (riflessione: è in questo periodo che ogni proprietario di cane della prateria spera di non essere scambiato per un altro maschio!). Quando la femmina è gravida, l’animosità nei confronti degli altri esemplari maschi cessa. La gravidanza dura 30-35 giorni, con un numero medio di piccoli di 5 (il range varia da 2 a 10). Alla nascita i piccoli sono molto immaturi, nudi ed hanno gli occhi chiusi; questi vengono aperti a 30-36 giorni. In caso siano presenti più femmine nella tana, i piccoli vengono allevati in comune da tutte. I piccoli escono dalla tana all'età di 6 settimane, in maggio o giugno, e iniziano a mangiare l’erba. Raggiungono la taglia adulta in autunno. Se non si ricreano le condizioni naturali delle tane, in cattività la riproduzione è piuttosto difficile.